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06-09-2004
L'Europa a 25 verso le elezioni di giugno
Unione senza Costituzione?
autore: Alessandro Albanese
Mercoledì 7 aprile 2004 si è tenuto presso la sede romana del Parlamento europeo
(Sala delle Bandiere) un convegno dal titolo “Unione senza Costituzione? L’Europa
a 25 verso l’elezioni di giugno”, organizzato dal Laboratorio della Polis (il
circolo che si ispira alle posizioni costituzionali di Oscar Luigi Scalfaro),
in collaborazione con Critica liberale – Gli Stati Uniti d’Europa, Giustizia e
Libertà, Europa quotidiano, Legambiente, Libertà e Giustizia, Margot, Movimento
federalista europeo – sezione di Roma, RelazionInternazionali, Rete dei Cittadini
per l'Ulivo e Sinistra europea. Obiettivo dell’incontro: informare il pubblico,
con il contributo di politici, esperti e rappresentanti della società civile,
sui contenuti e sui tempi di approvazione del trattato costituzione dell’Ue, indispensabile
per gestire un’Europa allargata a 25 Paesi..
Nell’intervento di saluto, tenuto insieme alla collega Virginia Fragiskos, vice
direttrice dell’Ufficio di Roma della Commissione europea, il direttore della
Rappresentanza in Italia del PE, dott. Giovanni Salimbeni, si è rallegrato per
il miglioramento del clima politico dell’Unione, che dovrebbe consentire ai governi
di trovare un accordo entro l’attuale semestre di presidenza irlandese. Un obiettivo
indispensabile anche per fronteggiare le sfide del terrorismo, derivanti in buona
parte dalla mancata soluzione del problema mediorientale, su cui Salimbeni si
è soffermato con particolare preoccupazione.
La relazione principale, svolta dall’on. Giorgio Napolitano, presidente della
commissione Affari costituzionali del Pe, ha illustrato le vicissitudini della
Convenzione europea, il ruolo avuto dal Parlamento europeo e l’inadeguata gestione
della Presidenza italiana dell’Ue, incapace di trovare una soluzione ai problemi
sorti nella Conferenza intergovernativa incaricata di varare la Costituzione (tra
cui l’ostruzionismo spagnolo e polacco sul voto a maggioranza qualificata, in
parte superato grazie alla vocazione europeista del nuovo governo socialista guidato
da Zapatero). Purtroppo la gestione Berlusconi non ha lasciato nemmeno un quadro
preciso dei risultati raggiunti per consentire alla presidenza irlandese di riprendere
il lavoro sollecitamente, ha aggiunto Napolitano, criticando anche le ambiguità
del ministro Frattini, apparentemente europeista, ma di fatto ostile alla rapida
approvazione del testo costituzionale, senza il quale il nostro paese corre il
rischio di restare emarginato e scavalcato ad opera del “triangolo” Parigi, Londra,
Berlino.
Nel corso dei lavori, moderati dal prof. Francesco Gui, sono intervenuti il prof.
Antonello Biagini, che ha esposto il tema dell’allargamento dell’Ue tra esperienza
storiche, timori ed opportunità, il dott. Ferdinando Imposimato, favorevole all’approvazione
del trattato, ma con alcune modifiche in tema di interpretazione delle norme europee,
il prof. Leopoldo Elia, il quale, nel sottolineare le differenze fra il progetto
costituzionale “Penelope”, elaborato per conto di Prodi, e il più modesto testo
costituzionale redatto dalla Convenzione sotto la presidenza di Giscard d’Estaing,
ha messo in guardia da possibili sovrapposizioni di competenze che potrebbero
sorgere fra presidente del Consiglio europeo, ministro degli Esteri europeo e
presidente della Commissione.
Il dibattito è proseguito con l’intervento della dott.sa Linda Lanzillotta, membro
del gruppo di lavoro guidato da Giuliano Amato per redigere il programma europeo
della Lista Prodi, la quale ne ha esposto i punti salienti, sottolineando lo straordinario
contributo della società civile e la “voglia” della gente di fare politica attiva,
respingendo un uso privatistico della cosa pubblica. A quel punto è toccato alle
associazioni esprimersi sul futuro dell’Europa e illustrare le proprie proposte
per il programma dell’Ulivo. Si è passati dalla denuncia di Pier Luigi Petrillo
(Critica Liberale), sia contro il primo governo italiano antieuropeista della
storia repubblicana, sia contro i pericoli di allargamenti indiscriminati dell’Ue,
alle considerazioni di Roberto della Seta (presidente di Legambiente), per il
quale è impossibile fare una seria politica ecologista senza Europa (non a caso
l’Ue ha accettato l’accordo di Kyoto, a differenza di altre potenze “civili” come
gli USA), al contributo di Riccardo Sarfatti (Libertà e Giustizia), che ha auspicato
una politica europea in ambito industriale, invitando a pensare a nuovi modelli
di sviluppo sostenibile, ormai richiesti dagli stessi imprenditori, non più motivati
dalla pura ricerca del profitto.
Gabriele Panizzi, presidente della sezione di Roma del Movimento Federalista
Europeo, ha denunciato la mancanza di Europa gia dalle prime battute della campagna
elettorale: un accusa a tutto campo rivolta sia ai partiti di destra, sia a quelli
del centro-sinistra. Secondo Panizzi oggi si chiede a gran voce l’intervento dell’ONU,
ma manca la capacità politica di coinvolgere concretamente l’Europa. Inoltre gli
Usa non possono essere il giudice unico dei destini del mondo. L’Europa dovrà
essere partner credibile, non vassallo, del governo di Washington, su una base
di pari dignità. Il che sarà possibile soltanto con una vera politica estera europea
e con un vero esercito europeo, che non sia unicamente la sommatoria degli eserciti
nazionali.
A conclusione dell’incontro, che ha posto le premesse per una collaborazione
permanente fra le associazioni partecipanti, è stato approvato il testo di un
appello, che verrà inviato alla presidenza di turno irlandese, nel quale si chiede
l’approvazione del trattato di Costituzione europea entro il 9 maggio, festa dell’Europa
e giorno dell’entrata ufficiale dei nuovi dieci paesi nell’Ue.
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