Le due italiane dal 7 settembre scorso ostaggio di terroristi iracheni sono finalmente
tornate in libertà. Apprendo la notizia con soddisfazione e mi auguro che le nostre
due connazionali possano, abbracciandoi loro cari, dimenticare presto questa
terribile esperienza.
La liberazione dei quattro ostaggi (hanno riottenuto la libertà anche i due volontari
iracheni rapiti con Simona Pari e Simona Torretta) ci conforta nella speranza
che ragioni del dialogo possano prendere il posto della logica delle armi in quell'angolo
martoriato dalla guerra che è l'Iraq.
Ma il sogno mio più grande è che le armi possano tacere anche i tutti gli altri
focolai di guerra che ci sono nel mondo e di cui sappiamo poco solo perchè i media
non ne parlano. In Sudan, nel Dafur, per fare un solo esempio, è in atto un vero
e proprio genocidio e ma non fa "notizia", quindi, almeno virtualmente, non esiste
anche se i morti sono diverse centinaia di migliaia.
Fermiamo tutte le guerre, anche quelle "giuste", fatte con le bombe "intelligenti"
e avremo un mondo migliore per noi e per i nostri figli; il dialogo, l'ascolto,
la moderazione sono le armi più potenti di cui è in possesso il c.d. mondo occidentale.
Cominciamo ad usarle, ne usciremo vincitori (tutti)!