Visitando librerie, come d'estate è usuale fare, mi imbatto in un libro che attrae
la mia attenzione. Il titolo: "Voglia di mafia", una grafica che non mi piace
ma la firma dei due giornalisti Enrico Bellavia e Salvo Palazzolo che lavorano
a Palermo per il quotidiano La Repubblica e la prefazione di Gian Carlo Caselli
mi convincono all'acquisto. Inizio la lettura con curiosità cercando di comprendere
a cosa si riferisca il titolo, cosa sia la "voglia di mafia".
Capitolo per capitolo capisco che si riferisce alla situazione attuale che circonda
il fenomeno mafioso. Ai collaboratori dei boss si rivolgono commercianti e imprenditori,
politici e professionisti per cercare sicurezza e appalti, voti e raccomandazioni,
scorciatoie e consigli. Si leggono, con un certo stupore, stralci di conversazione
captati con le cimici dalle forze dell'ordine e presenti negli atti giudiziari,
si legge come quelle stesse conversazioni siano state interpretate dai magistrati
e dalle persone indagate. Ci si addentra nella battaglia quotidiana dello Stato
contro la mafia. Si elencano numerosi episodi su cui magari si è scritto da qualche
parte che o abbiamo dimenticato o non abbiamo avuto la pazienza di leggere o di
trovare nelle cronache.
Questa lettura fa parte del giornalismo d'inchiesta, un approfondimento che affronta,
con la forza dei fatti, tematiche molto ampie riguardo la società, i suoi assetti
di potere e le regole che la governano.
Scartabellando vecchie riviste ritrovo delle pubblicazioni ormai datate che venivano
date in omaggio con Panorama e con l'Espresso. E' di ottobre '92 un libro inchiesta
di Panorama in cui Enzo Biagi, straordinario nello scrivere e nel raccontare,
intervista Tommaso Buscetta abbracciando un periodo che va dal dopoguerra alle
stragi di Capaci e Via d'Amelio. Interessante notare come la logica mafiosa sia
cambiata, le strategie adattate alle esigenze degli affari, del business e dei
tempi.
Anche l'Espresso nel febbraio '96 pubblica uno dei Quaderni sull'Italia dal titolo
"Il processo alla mafia". I Quaderni sono piccoli libretti in cui attraverso interviste,
approfondimenti e contributi scientifici di vario tipo si affrontavano in modo
semplice ma documentato temi di grande attualità: l'ambiente, il nucleare, la
mafia ecc.
Ritrovare questi pezzi della nostra storia repubblicana serve anche per renderci
conto di quanto questo tipo di giornalismo d'inchiesta (che non è necessariamente
rumoroso, roboante e invadente come la TV a volte ce lo propone) sia un genere
che non fa più parte del nostro quotidiano.
Ma una domanda nasce: ma è così vero che le persone insieme al quotidiano o
per invogliarne di nuove ad acquistarlo, vogliano solo leggere il romanzo del
'900 o un giallo e la rivista patinata?
Enrico Belavia - Salvo Palazzolo
"Voglia di Mafia": La metamorfosi di cosa nostra da Capaci ad oggi,
Carocci Editore, 2004