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23-07-2004
Liberi commenti sulla
nota dottrinale circa alcune questioni riguardanti l’impegno e il comportamento dei cattolici nella vita politica – dei Cardinali Ratzinger e Bertone
autore: Fabrizio Famà
Indice dell'articolo
pag. 1 Famà, Cattolici in politica
pag. 2 Famà, Il tuffo nel passato: cambiano i tempi, non le tentazioni
pag. 3 Famà, L’incitamento all’impegno dei cattolici nei tempi moderni
pag. 4 Famà, Dentro o fuori il sistema?
pag. 5 Famà, L’impero oggi – discussione aperta
Famà, Cattolici in politica
In questo mio commento tento di vedere questa nota non come qualcosa a sè stante,
bensì come una presa di posizione che ha ragioni storiche molto profonde. In altre
parole, un documento contemporaneo che prende spunto da eventi contemporanei,
ma che è la continuazione di qualcosa che nasce almeno 2500 anni fa (probabilmente
anche più antico, perché a ragionar bene il primo esempio di ciò che poi farò
notare c’è già nella storia di Mosè e Aronne e nell’idolatria in cui il popolo
liberato dagli Egizi cade quando Mosè è sul monte Sinai).Cerco poi di contestualizzare
una parte del messaggio della nota, in particolare sull’impegno dei cattolici,
facendomi aiutare da ciò che i Papi nell’era moderna riportano in alcune Loro
encicliche.Infine cerco di aprire la discussione in maniera un pò teatrale, intitolando
il paragrafo: “l’impero oggi”. Come traccia propongo un paio di argomenti. Naturalmente
vi prego di vedere in queste mie poche righe un tentativo di aprire una discussione
e non già di formulare delle tesi.Proseguendo nella Sua tradizione, la Chiesa
licenzia un documento di grande attualità, incentrato su due tematiche che vengono
da lontano: 1. l’utilizzo che l’uomo può fare del dono che nostro Signore gli
ha dato: se stesso e il primato sulle cose del mondo 2. la coerenza delle sue
azioni rispetto agli insegnamenti di Dio. Come detto, il documento trae ispirazione
da radici antiche: un primo ammonimento circa l’uso delle cose del mondo si trova
nella Genesi, con l’episodio del frutto dell’albero che, in maniera evidente,
demarca il confine tra un uso pertinente del dono avuto e un suo abuso.La presente
nota poi si sviluppa secondo i temi di attualità sui quali viene misurata la consistenza
dell’azione dei cattolici rispetto agli insegnamenti propri del Vangelo e a esso
collegati. È la linea di Giovanni Paolo II quando afferma che la dottrina sociale
della Chiesa, strumento dell’insegnamento morale, non è una ideologia, bensì una
teologia, in particolare teologia morale, nel senso che dall’interpretazione delle
realtà dell’uomo ne controlla la conformità o non conformità dei comportamenti
con i principi del Vangelo e indica i cambiamenti di atteggiamento opportuni.
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