AD 610 - Maometto riceve l'illuminazione. Decide di combattere il politeismo.
Predica la giustizia in vista del giudizio finale. Atteggiamento simile ai profeti
dell'Antico Testamento. Non riscuote grande successo a La Mecca popolata da ricchi
borghesi e commercianti pagani.
AD 620 - Fugge da La Mecca, denunciandone la loro miscredenza (Kafir). Alcuni
dei suoi vanno in Etiopia governata da un re cristiano. Stabilisce un patto di
reciproca alleanza con Medina, dove si trasferisce.
AD 623 - Non riesce a convertire a se le tre tribù ebraiche ricche di Medina
e quindi cambia politica: si rafforza conquistando gruppi più deboli e poi attacca
gli ebrei. Avviene un massacro e molti ebrei fuggono. Per il proprio sostentamento
i seguaci di Maometto attaccano le carovane dei commercianti e per questo La Mecca
reagisce ed entra in conflitto.
Intanto Maometto detta il Corano (che significa recitazione, proclamazione)
in cui vengono trascritte le risposte che lui dà alle domande e alle controversie
che sorgevano nella comunità. È un tempo di guerra: in 9 anni, 60 guerre, di cui
20 importanti. Questa epoca di conflitti è ancora oggi materia d'insegnamento
scolastico. La sua abilità politica è innegabile. Egli valutava la forza dell'avversario:
se era più debole lo conquistava, se era più forte vi concludeva accordi.
AD 630 - Avendo preparato il terreno, entra a La Mecca e la conquista pacificamente.
AD 632 - Maometto muore e gli succede Abu Bakr che con la stessa strategia conquista
i territori circostanti.
Il Corano
Si basa sull'Antico Testamento, sul Nuovo Testamento e sui vangeli apocrifi.
È composto di 2 parti che corrispondono a due periodi storici di Maometto: il
primo, quello più spirituale, a La Mecca; il secondo, di carattere politico e
violento.
La prima parte, de La Mecca, è più breve rispetto alla seconda. In essa
si predica la fede in un unico Dio, di fare il bene, evitare il male e di credere
nel giudizio finale. Maometto non viene mai citato, mentre vengono citati i cristiani
e gli ebrei, considerati come esempio di chi potrebbe entrare nel paradiso.
La seconda parte del Corano è quella più lunga e predica l'azione anche
violenta per difendere Dio e il suo Profeta dai miscredenti e dagli ipocriti che
pretendono di essere musulmani ma in realtà quando c'è da sacrificarsi e fare
la guerra si tirano indietro. In questa parte del Corano Dio e il suo Profeta
sono strettamente legati. Dio può essere riverito e difeso solo difendendo il
suo Profeta. Chi difende Dio e il suo Profeta è chiamato dal Corano "Hezbollah".
La contraddizione tra la prima e la seconda parte del Corano è risolta
con il principio secondo cui l'ultima parola di Dio prevale sulla sua precedente
parola. Per questo l'ultima parte, quella più violenta, prevale su quella più
pacifica. Alcuni studiosi hanno tentato di dire che il vero Islam è invece quello
della predicazione a La Mecca, essendo quello dell'originaria ispirazione, mentre
la seconda parte è più di carattere politico. Ma la stragrande maggioranza degli
ulema (i dotti) e quindi della popolazione ritiene che l'Islam in quanto tale
sia composto al contempo di religione e di Stato (politica).
La Umma
Il mondo islamico (Umma) è composto dall'insieme dei credenti musulmani,
la "casa della pace", a cui si contrappone il resto del mondo, la "casa della
guerra", in cui si può e si deve combattere contro i miscredenti che devono essere
uccisi.
Il mondo islamico nasce con l'unificazione di tribù nomadi e procede anche
successivamente sulla stessa impostazione di unità e di contrapposizione all'esterno.
Per questo la jihad è la via obbligata per essere musulmano credente in Dio. Jihad,
sia nell'uso letterario, sia nell'uso comune di ieri e di oggi, significa lotta
per uccidere, guerra. È un elemento che deriva anche dall'esigenza di sopravvivenza
propria dei beduini, ed è stato ed è l'elemento fondante dell'Islam politico.
Oggi il mondo islamico è in pieno fermento. Sembra forte, ma in realtà
sta attraversando, dagli ultimi 30 anni a questa parte, forse il suo più grande
periodo di crisi. Sembra come un adolescente che non riesce a trovare equilibrio
in sé e che esprime questa sua crisi con l'aggressività. Qualche motivo c'è: ad
esempio il colonialismo e la presenza di Israele.
L'invasione degli israeliani della Palestina e il loro stanziamento non
ha alcuna giustificazione, neanche dal punto di vista storico, e rappresenta uno
dei più grandi soprusi e delle più grandi ingiustizie della storia. Tuttavia ora
è un fatto storico, legalmente riconosciuto a livello internazionale, e pertanto
va rispettato.
Riguardo alle vignette satiriche, bisogna capire che il mondo musulmano
non ha la minima idea di cosa sia la libertà di stampa, di pensiero, d'opinione.
Per loro queste vignette sono espressione della Danimarca, perché il governo danese
se non le ha commissionate, almeno le ha permesse; e dell'Europa intera perché
le vignette sono state poi riportate anche in altri Stati europei. E alcuni identificano
i danesi e gli europei con i cristiani. In aggiunta a questo, non v'è dubbio che
le reazioni di massa sono state organizzate e il fatto delle vignette è stato
strumentalizzato. In ogni caso è assurdo che l'Europa debba chiedere scusa, o
che si debba regolare con legge di non offendere Maometto, ma è altrettanto deprecabile
che alcuni cittadini europei non abbiano tenuto conto della sensibilità altrui.
Nel Medio Evo, i due mondi in qualche modo camminavano insieme. Erano spesso
in conflitto, ma almeno si parlavano e si conoscevano. Oggi invece il mondo islamico
si trova in uno stato di grande crisi, e per uscirne fuori e rafforzarsi sta compiendo
una regressione (fino a 20 anni fa le donne velate non esistevano quasi), per
tornare ai tempi del Profeta. La convinzione di molti è che fin tanto che i musulmani
erano fedeli al Corano, erano forti (politica, scienza, medicina ...), ora che
si sono allontanati dalla legge di Dio e dal Profeta sono i peggiori e i più deboli.
Quindi occorre tornare al Corano per ridiventare forti. Occorre ripercorrere la
prima tappa di Maometto il quale dichiarò Kafir (miscredente) La Mecca, se ne
allontanò e poi tornò per conquistarla. Questa è la strategia dei radicali, nata
in Egitto negli anni '60: 1. dichiarare gli occidentali miscredenti, depravati
e lontani da Dio; 2. allontanarsene e rifiutare qualsiasi cosa che gli sia propria;
3. tornare e combatterlo e conquistarlo.
A questa strategia si aggiunge un fatto socio-demografico. La loro popolazione
cresce ad un ritmo del 3% l'anno. Ora sono in 15 milioni gli immigrati in Europa
e crescono rapidamente.