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06-08-2004
Dialogo, testimonianza ed apertura alla società civile: un vademecum per i cattolici della Margherita.
Al Teatro Sala 1 di Roma, un incontro promosso dalla rete del "Laboratorio per la Polis"
autore: Diego Demetrio
fonte: Articolo apparso su Europa


Un vademecum per i cattolici della Margherita
Rappresentanti di movimenti ecclesiali, associazioni di volontariato e militanti della Margherita si sono ritrovati in un confronto aperto sull'impegno dei cattolici nella vita politica. L'incontro è nato dall'urgenza di non disperdere il patrimonio di valori che furono propri del Partito popolare e della Democrazia cristiana, e che - riprendendo le parole pronunciate dal Presidente Scàlfaro in occasione del Congresso di congedo del Partito popolare - "è necessario sia vita per ciascuno e, anzitutto, per chi dice di crederci: se sono in molti che si impegnano a questo, allora ovunque siano, se la vivono, la testimonianza diventa corale e non può essere nascosta, diventa viva e si vede". In un’epoca di politica “mediatica”,  il rapporto diretto con la comunità e una riflessione costante sulle sue radici rappresentano insieme la migliore garanzia per dare respiro ad una democrazia tuttora sofferente e sempre più priva di riferimenti valoriali condivisi. I relatori, che si sono succeduti nel suggestivo Teatro "Sala uno" di Piazza San Giovanni, hanno posto l’accento sull’esigenza di recuperare i valori fondanti del popolarismo sturziano, non solo nella proclamazione ma anche e soprattutto nella testimonianza diretta. Così le riflessioni si sono cristallizzate in espressioni-chiave come politica e servizio, politica e vocazione al bene comune, testimonianza nelle istituzioni attraverso il dialogo e il confronto con posizioni diverse, creatività e talenti da mettere a frutto. Fazio Bianco dell'Associazione Coltiviamo politica ha aperto i lavori con una introduzione storica sul ruolo dei cattolici nella vita politica dal “Non expedit” alla “Rerum Novarum” di Papa Leone XIII, ricordando, in particolare come il principio della laicità dello Stato sia stato il frutto di una elaborazione culturale del mondo cattolico, che ha così gettato le basi del modello contemporaneo della democrazia "partecipata". Gianluca Lioni, già militante tra i Giovani popolari, ha colto le prospettive del ruolo dei cattolici nel centrosinistra, declinando il tema del recupero delle identità. Per costruire un solido sistema valoriale - ha sottolineato - è necessario, per dirla con formula oggi in voga, "lanciare un’opa sui valori cattolici”: l'offerta pubblica di acquisto passa per il recupero di quei valori morali vissuti e tramandati dai grandi statisti che hanno fatto la Repubblica. La necessità di una elaborazione culturale già sul piano “prepolitico” è stato invece il filo conduttore degli interventi di Daniele Caldarelli, portavoce del Forum del Terzo Settore del Lazio e di Bianca Maria Fracassi dell’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII. Entrambi hanno evidenziato come l'impegno in politica non sia estraneo ad un impegno nel sociale, anzi è l’impegno sociale per eccellenza, vissuto in un’ottica di servizio alla comunità. Marco Ferrante del Movimento per l'Unità ha qualificato l'impegno politico in termini di "vocazione", ricordando la necessaria coerenza che deve correre tra l’agire nella vita privata e l'agire nella vita pubblica al servizio delle istituzioni. Ferrante ha riaffermato il dovere di trafficare i propri talenti con competenza e creatività, in costante attenzione ai bisogni di quanti non riescono a far sentire la propria voce. Calare i valori nel programma di governo della cosa pubblica a tutti i livelli, è stato il tema affrontato da Romolo Guasco che ha descritto, con rappresentazione plastica, come nella politica dei partiti esistano due "stanze di compensazione", una più grande, affollata e piena di fumo, dove si discutono i candidati, gli assessori o i ministri e le nomine negli enti; l’altra, molto più piccola e poco frequentata dove si scrivono i programmi: è necessario che la piccola stanza dei programmi guidi le scelte della stanza del potere. A conclusione degli interventi programmati, Alberto Gambino ha presentato il "Laboratorio per la polis", non già una nuova associazione, ma un "metodo di lavoro", articolato su una rete di associazioni che, sul territorio italiano, operano in autonomia ma si aprono ad un confronto politico permanente nell'orizzonte di valori primari condivisi, primi fra tutti quelli proclamati nella Carta costituzionale italiana. Partendo da questa, il Laboratorio intende valorizzare due filoni politico-culturali, distinti, ma dialoganti tra loro. Il primo ispirato ai principi del popolarismo sturziano; il secondo ispirato dalle altre culture di estrazione liberal-democratica e riformatrici. Il patrimonio costituzionale - ha sottolineato Gambino - oggi è a rischio perché a rischio sono le culture che ne costituirono le fondamenta, e che, con rispettosa composizione, trovarono una straordinaria sintesi che disegnò l'architettura democratica dello Stato. Solo rivitalizzando quelle culture originarie i modelli su cui si organizzerà il vivere civile dei prossimi decenni rimarrà ancorato a valori effettivamente rispettosi del significato più autentico del patto costituzionale. I relatori, legati da un comune filo conduttore, hanno così delineato un panorama politico all’interno del quale ricercare, pur nelle reciproche diversità, sintesi e momenti di unità. Il dibattito che ne è seguito, aperto e franco, ha ulteriormente declinato alcuni temi. Tra gli interventi dell’uditorio, quelli di Lino Prenna, Presidente di Agire Politicamente, associazione che propone una “Costituente” dei cattolici democratici, che vedrà la sua formalizzazione nel prossimo marzo; e di Silvia Costa che ha auspicato il recupero di un dialogo interno alla Margherita non solo tra le diverse componenti, ma anche dei dipartimenti del partito con i circoli tematici, vera fucina di idee e programmi. Al termine dei lavori, Gambino ha ringraziato l'onorevole Giorgio Pasetto, neo Segretario regionale della Margherita del Lazio, che con la sua presenza ha confermato l’attenzione della Margherita verso iniziative volte ad affrontare temi forse un po' scomodi ma sui quali il "Laboratorio" si troverà nuovamente a riflettere in un dialogo aperto con il Presidente Scàlfaro e Francesco Rutelli, il prossimo giovedì 19 febbraio, presso l'Auditorium delle Tre Fontane a Roma.

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